La Datazione
Radiometrica: Confuta la Bibbia?
Affinché
l’evoluzione ‘da particelle a persone’ possa essere anche in minima
parte plausibile, la terra dovrebbe per forza avere miliardi di anni
di età. Spesso chi fa domande
sulla datazione col carbonio 14 (14C),
pensa che questo sia un metodo di
datazione radiometrica che può
portarci indietro di milioni e miliardi di anni, mentre invece la datazione
col carbonio 14 può fornire età di sole alcune migliaia di anni.
Così chiunque dice che la datazione 14C ‘prova’ miliardi di anni, non
capisce bene di cosa si tratta. E
tanti si chiedono com’è possibile
inserire milioni di anni nel racconto storico della Bibbia.
Per
poter inserire milioni di anni nella Bibbia, si dovrebbero accettare età
lunghissime per gli strati rocciosi che contengono fossili di animali
che morirono violentemente, dolorosamente o di malattie—prima che
comparisse un essere umano. Ma la
Bibbia insegna che la morte ebbe origine
dopo che Adamo ed Eva peccarono, ed è proprio tale la ragione per
cui Gesù venne nel mondo (1 Corinzi 15,21-22).
I
cristiani prendono seriamente le parole di Gesù Cristo, visto che Egli
fu presente alla creazione. Egli
disse, ‘Ma dall’inizio della creazione
Dio li creò uomo e donna’ (Marco 10,6).
Questo ha senso solamente
se il tempo cominciò con la settimana della creazione migliaia
di anni fa, ma non ha nessun senso se invece l’uomo apparse dopo
miliardi di anni.
Esaminiamo
prima la datazione col carbonio, poi gli altri metodi di datazione.
Come funziona l’orologio al carbonio
Lo
conosciamo come fuliggine e diamanti.
Il carbonio si manifesta in varie
forme, chiamate isotopi. Una forma
rara ha atomi che pesano 14 volte
gli atomi di idrogeno—chiamata carbonio 14, o 14C, o carbonio radioattivo.
Il carbonio
14 risulta quando i raggi cosmici colpiscono dei neutroni, allontanandoli
dai nuclei atomici presenti
nell’atmosfera alta. Questi neutroni,
muovendosi velocemente, si scontrano con azoto (14N) nell’atmosfera
più bassa, convertendolo in 14C.
Diversamente dal carbonio
comune (12C), il 14C è instabile e cambia lentamente, diventando
di nuovo azoto. Ed è per questo
che il 14C è chiamato radioattivo.
Il
carbonio comune (12C), insieme a del 14C, si trova nell’anidride carbonica
(CO2) dell’aria, che viene consumata dalle piante, le quali poi
vengono mangiate dagli animali.
Perciò il tuo corpo, una
foglia di
albero, oppure un pezzo di mobile di legno, contengono carbonio.
Se
misuriamo quanti atomi di 12C ci sono per ogni atomo di 14C in un campione
d’aria, possiamo calcolare la proporzione 14C/12C. Siccome il 14C
è ben mescolato col 12C, ci
aspettiamo di trovare che la proporzione
sia la stessa in un campione preso da una foglia di albero, o da
una parte di corpo umano.
Gli
atomi di 14C cambiano costantemente in 14N, ma gli esseri viventi continuano
a scambiare il carbonio con l’ambiente, così la proporzione 14C/12C
rimane più o meno la stessa di quella dell’atmosfera. Però, non
appena una pianta o un’animale muore, gli atomi di 14C che si deteriorano
non vengono piùsostituiti, quindi la proporzione 14C/12C in esseri
che non sono più viventi diminuisce col passare del tempo. è come
avere un ‘orologiò che comincia a ticchettare non appena qualcosa muore.
Ovviamente,
questo vale solamente per cose che erano vive. Non può essere
utilizzato nella datazione delle rocce, per esempio.
Metà
di un campione di 14C si convertirà in 14N in 5.730 anni. Questo si
chiama il ‘tempo di dimezzamentò.
Così in due tempi di dimezzamento,
o 11.460 anni, solo un quarto sarà rimasto. Se la quantità
di 14C in rapporto al 12C in un campione è un quarto di quella
in organismi viventi al presente, teoricamente tale cosa avrebbe un’età
di 11.460 anni. Ogni cosa più
vecchia di 50.000 anni non dovrebbe
teoricamente contenere alcuna
quantità di 14C misurabile. Perciò
la datazione col carbonio non può misurare milioni di anni. Infatti
se un campione contiene 14C è buona prova che non ha milioni di anni.
Ma non è così semplice!
In
primo luogo, le piante discriminano contro l’anidride di carbone che contiene
il 14C. Cioè ne usano meno di
quanto ci si aspetterebbe e quindi
sembrano più vecchie di quanto sono realmente. Inoltre, diversi tipi
di piante discriminano diversamente.
In
secondo luogo, la proporzione 14C/12C nell’atmosfera non è rimasta sempre
costante. Per esempio, con la
rivoluzione industriale, e con la
combustione di fossili che
rilasciano nell’atmosfera
tanta anidride carbonica che manca di 14C, la proporzione
diminuì. Quindi secondo la datazione
carbonica, le cose che morirono in quel periodo sembrano più vecchie. Poi ci fu un’aumento di 14CO2 con
l’inizio delle prove atmosferiche
delle bombe atomiche negli 1950(3). Perciò le cose morte in
quel periodo, quando sottoposte alla datazione, apparirebbero più giovani
di quanto non siano.
La
misurazione di 14C in oggetti datati storicamente (per esempio semi trovati
in tombe storicamente datate) rende possibile stimare la quantità
di 14C nell’atmosfera in quei tempi, e quindi è possibile una calibratura
parziale dell ‘orologio.’ Di conseguenza, può essere possibile
un’applicazione abbastanza accurata della datazione carbonica alle
cose da quel periodo. Però anche
con tale calibratura storica, gli
archeologi non considerano assolute le date 14C a causa di anomalie frequenti. Prendono più in considerazione i
metodi che hanno a che vedere
con avvenimenti storici.
Al di
fuori del campo della storia registrata,
la calibratura dell ‘orologio’
14C non è possibile.(4)
Altri fattori che influenzano la datazione carbonica
Il
numero di raggi cosmici che penetrano l’atmosfera terrestre influenza quanto
14C viene prodotto e perciò influenza anche il sistema di datazione. La quantità di raggi varia con
l’attività solare e col passaggio
della terra attraverso nuvole magnetiche, mentre il sistema solare
viaggia all’interno della Via Lattea.
La
potenza del campo magnetico terrestre influenza pure la quantità di raggi
cosmici che entrano nell’atmosfera.
Un campo più forte diflette più
raggi lontano dalla terra. Tutto
sommato, l’energia del campo magnetico
terrestre sta diminuendo(5), quindi più 14C viene prodotto ora
che nel passato. Questo fa sì che le cose appaiano più vecchie di quanto
realmente sono.
Nei
capitoli 6-9 dellaGenesi , la Bibbia parla di un diluvio globale catastrofico
che avvenne ca. 4500 anni fa.
Diversi popoli in tutto il mondo
hanno racconti propri di questo
grande diluvio. Tale diluvio universale
avrebbe sconvolto l’equilibrio del carbonio, catturando tanto carbonio
in materiale organico sepolto, che poi diventò carbone, petrolio,
e gas metano. La ricrescita della
vegetazione terrestre dopo il
diluvio universale avrebbe abbassato il livello di CO2 nell’atmosfera(6),
aumentando la quantita' di 14C in relazione al 12C (il
14C viene dall’azoto, così la quota generata non viene influenzata dal
livello di anidride di carbone nell’atmosfera).
Di
conseguenza, piante o animali del mondo antidiluviano probabilmente avevano
quantita' bassissime di 14C, forse troppo piccole da poter misurare. Se questo non venisse preso in
considerazione nel fare i alcoli, la datazione carbonica di fossili
formati durante il diluvio produrrebbe
‘datè molto più antiche delle età reali. I ricercatori creazionisti
hanno suggerito che le età di 35.000-40.000 anni dovrebbero
essere ricalcolate in accordo con la data biblica del diluvio universale.(7) Tale ricalibrazione fa capire il
perché di dati anomali della
datazione carbonica. Per esempio,
le grandi discordanze tra le datazioni
di diverse parti di una carcassa di un bue muschiato congelata trovata
in Alaska, USA, e un lentissimo processo di accumulazione di pallottole
di sterco del bradipo negli strati
più ‘vecchi’ (secondo le date
14C) di una grotta.(7)
Inoltre,
siccome i vulcani emettono molto CO2
privo di 14C, e siccome il
diluvio fu accompagnato da intensa attività vulcanica, anche questo influenzerebbe
le date. I fossili formati nel
periodo subito dopo il diluvio
appariranno più vecchi di quanto
siano realmente.
Insomma
il metodo col carbonio 14 può
dare risultati utili, se si considerano
gli effetti del diluvio universale, ma dovrebbe essere utilizzato
con cura. Non fornisce datazioni
di milioni di anni, e quando
viene usato in modo appropriato, non
è in disaccordo col diluvio
biblico.
Altri metodi di datazione radiometrica
Ci
sono altri metodi di datazione radiometrica impiegati oggi per misurare
le età delle rocce in milioni e miliardi di anni. Queste tecniche,
a differenza della datazione carbonica, usano per la maggior parte
concentrazioni relative di prodotti ‘madre’ e ‘figlia’ nelle catene
radioattive di decadimento. Ad
esempio, il potassio-40 diventa argo-40;
l’uranio-238 diventa piombo-206 per mezzo di altri elementi come
il radio, ecc. Queste tecniche vengono applicate alle rocce ignee, che
un tempo erano fuse.
Le
concentrazioni degli isotopi possono essere misurate accuratamente, però
le concentrazioni di isotopi non sono ‘date.’ Per ottenere ‘età’ da
tali misurazioni, si devono fare delle assunzioni non provabili, come:
1.
Assumere che conosciamo le condizioni iniziali (ad esempio, sappiamo quanto
prodotto ‘figlia’ fosse presente all’inizio).
2.
Assumere che i tempi di decadimento siano rimasti costanti dall’inizio.
3.
Assumere che nessun elemento ‘madrè o ‘figlia’ sia stato tolto o aggiunto.
Modelli nei dati degli isotopi
C’è
molta evidenza che i sistemi di datazione radiometrica non siano tecniche
infallibili come tanti pensano, e che non
possono misurare milioni
di anni. Però ci sono cose che dobbiamo spiegare. Per esempio,
le rocce scavate più in profondità tendono a sembrare più vecchie.
I creazionisti sono d’accordo nell’affermare che le rocce più profonde
in genere sono più vecchie, ma non di milioni di anni. Il geologo
John Woodmorappe, in una critica sconvolgente della datazione radiometrica(8),
indica che ci sono altri modi
importanti in cui le rocce
cambiano, che non hanno a che fare col decadimento radioattivo.
Datazioni ‘invalidè
Quando
una ‘datazione’ ottenuta è diversa da quella aspettata, i ricercatori
sono pronti ad inventare scuse per rifiutare il risultato. L’applicazione
comune di questo ragionamento a posteriori dimostra che ci
sono dei problemi seri con la datazione radiometrica. Woodmorappe cita
centinaia di esempi di scuse utilizzate per spiegare datazioni invalide.(8)
Per
esempio, i ricercatori applicarono il ragionamento a posteriori alla datazione
dei fossili di Australopithecus ramidus.(9) La maggior parte dei
campioni di basalto più vicini allo strato che contiene i fossili fornisce
datazioni di circa 23 Ma (Mega annum = milioni di anni), usando il
metodo argon-argon. Gli autori
decisero che era ‘troppo vecchio,’ secondo
le loro opinioni riguardo l'appartenenza di tali fossili all’interno
del panorama evolutivo. Così
esaminarono campioni di basalto
più lontano dai fossili e scelsero 17 su 26 esempi, per ottenere
un’età molto più accettabile di 4,4 Ma.
I nove campioni rimasti
fornirono età molto più vecchie, ma gli autori decisero che fossero
contaminati, e perciò li scartarono.
È così che funziona la datazione
radiometrica. È guidata dalle
teorie preesistenti delle età
lunghe, che pervadono la scienza di oggi.
Esiste
una storia simile riguardo la datazione del teschio di primato, conosciuto
come KNM-ER 1470.(10,11) Cominciò
con una datazione di 212 – 230
Ma, che, secondo i fossili, fallì
il bersaglio (in accordo col preconcetto
che gli esseri umani ‘non esistevano allora’). Furono fatti altri
tentativi di datare le rocce vulcaniche della zona. Dopo alcuni anni
arrivarono ad una data di 2,9 Ma,
mettendosi così in accordo con altri
studi diversi (benché gli studi implicassero una selezione fra i risultati
‘buoni’ e quelli ‘cattivi’ proprio come nel caso dell’A. ramidus
sopracitato).
Comunque,
idee preconcette dell’evoluzione umana non potevano accettare che
un teschio come 1470 fosse ‘così vecchio.’ Uno studio di fossili di
maiali convinse la maggior parte degli antropologi che il teschio fosse
molto più giovane. Dopo che tale
conclusione fu generalmente accettata,
nuovi studi delle rocce hanno abbassato ulteriormente l’età a
circa 1,9 Ma, e di nuovo parecchi studi ‘confermarono’ questa data. Così
è il ‘gioco della datazione.’
Stiamo
forse suggerendo che gli
evoluzionisti siano disonesti? No. Stiamo
dicendo che le osservazioni fatte
vengono adattate al
paradigma prevalente. Questo paradigma (o sistema di
credenze) di evoluzione ‘da molecole
a uomo’ attraverso eoni di tempo, è creduto con tanta veemenza che
non viene messo in questione—è considerato invece un fatto. Quindi ogni
osservazione deve addattarsi al
paradigma per forza. I ricercatori,
che vengono considerati dall’occhio pubblico come scienziati
imparziali, scelgono inconsapevolmente le osservazioni che si addattono
al sistema di credenze di base.
Dov’è la mia macchina del tempo?
Il
passato non è sottoponibile a normali sperimentazioni scientifiche, cioè
a prove ripetibili nel
presente. Uno scienziato non può sperimentare
con eventi che sono successi nel passato.
Gli scienziati non
misurano l’età delle rocce—misurano le concentrazioni di isotopi, e questi
vengono misurati con estrema esattezza.
Però ‘l’età’ viene calcolata
studiando le concentrazioni degli isotopi, facendo assunzioni riguardo
il passato che non possono essere provate.
Dovremmo
ricordare l’ammonimento di Dio a Giobbe, ‘Dov'eri tu quando io gettavo
le fondamenta della terra?’ (Giobbe 38,4)
I
ricercatori del passato raccolgono informazioni nel presente, per ricostruire
storie sul passato. Il tipo di prove utilizzate per tali storie
sembra essere molto inferiore rispetto a quello richiesto per studi
nelle scienze empiriche , come la fisica, la chimica, la biologia molecolare,
la fisiologia, ecc.
Williams,
esperto sul destino ambientale di elementi radioattivi, ha identificato
ben 17 errori nella datazione isotopica riportata in tre studi
famosi, in cui viene presupposto che l’età della terra sia di 4,6 miliardi
di anni.(12) John Woodmorappe ha
formulato forse la più notevole
critica incisiva di questi metodi di datazione.(8) Mette in mostra
centinaia di miti che si sono sviluppati intorno alle tecniche, dimostrando
che le poche date ‘buonè rimaste dopo la filtrazione delle date
‘cattive’ possono essere spiegate facilmente come coincidenze fortunate.
Mettendo alla prova i metodi
della datazione radiometrica
Se le
tecniche di datazione fossero davvero mezzi obiettivi per determinare
le età delle rocce, dovrebbero funzionare anche quando conosciamo
la vera età di una roccia.
Inoltre, diverse tecniche dovrebbero
essere sempre in accordo tra di loro.
I metodi dovrebbero funzionare con cose di età conosciute
Ci
sono tanti esempi in cui i metodi di datazione danno ‘date’ sbagliate per
rocce di età conosciuta. Un’esempio
ne è la ‘datazione’ potassio-argon
di cinque colate laviche storiche di andesite del Monte Nguaruhoe
in Nuova Zelanda. Benché una
colata lavica sia occorsa nel 1949,
tre in 1954 e una in 1975, le ‘date’ andavano da meno di 0,27 fino a 3,5
Ma.(13)
Di
nuovo, si può sostenere che l’argon ‘in eccesso’ del magma venne trattenuto
nella roccia quando questa si solidificò.’ La letteratura scientifica
secolare elenca tanti esempi di argon in eccesso dandoci date
di milioni di anni in rocce di età conosciuta.(14) Sembra che questo
argon in eccesso provenga dal mantello superiore, sotto la crosta della
terra. Questo è compatibile con
un mondo giovane—l’argon non ha avuto
abbastanza tempo per scappare.(15)
Se
l’argon in eccesso può produrre date esagerate per rocce di età conosciuta,
perché dovremmo fidarci del metodo per rocce di età sconociuta?
Altre
tecniche, come l’uso degli isocroni (isotopi degli elementi ‘madri’)(16)
richiedono diverse assunzioni circa le condizioni iniziali, ma la
consapevolezza che tali tecniche ‘infallibilì possono anche dare date
sbagliate sta crescendo.
Il
geologo Dr Steve Austin ha studiato campioni di basalto degli strati alla
base del Grand Canyon, USA, e
della lava che si rovesciò sul bordo
del canyon. Secondo calcoli evolutivi, quell’ultima
dovrebbe avere
un miliardo di anni in meno del basalto sul fondo. Laboratori hanno
analizzato gli isotopi. Una
tecnica standard usando gli isocroni ha
suggerito che la colata lavica più recente avesse270 Ma in più dei basalti
al di sotto del Grand Canyon—cosa impossibile.
Le diverse tecniche dovrebbero essere in accordo tra di loro
Se i
metodi di datazione fossero
imparziali e affidabili per determinare
le età, dovrebbero essere sempre in accordo tra di loro. Se un
chimico misurasse la quantità di zucchero nel sangue, tutti i metodi
validi che impiegasse dovrebbero dare gli stessi risultati (dentro
i limiti dell’errore sperimentale).
Però spesso con la datazione
radiometrica le diverse techiche danno risultati del tutto diversi.
Nello
studio delle rocce del Grand Canyon di Austin,(17) diverse tecniche
hanno dato diversi risultati.
Quattro diverse tecniche hanno dato
età diverse da 10.000 anni fino a 2,6 miliardi di anni per la stessa
roccia. Di nuovo, si possono
offrire diverse ragioni per le date ‘sbagliate,’
ma questo è un ragionamento a
posteriori. Tecniche che danno
risultati che vengono ignorati solo perché non sono d’accordo con ciò
che è già stato deciso, non possono essere considerate imparziali.
In
Australia, del legno trovato nel basalto fu chiaramente sepolto nella colata
lavica che formò il basalto, come si vede dalle parti bruciate. Il
legno fu ‘datato’ usando l’analisi del radiocarbonio a 45.000 anni, ma il
basalto fu ‘datato’ col metodo potassio-argon a 45 milioni di anni!(18)
Lo
studio della quantità isotopica dei cristalli di uraninite dei depositi
di Koongarra nel Territorio
Settentrionale dell’Australia diede
età di 841-140 Ma, usando il metodo piombo-piombo isocronico. Questo
è in contraddizione con l’età di 1.550-1.650 Ma ottenute usando altre
misurazioni degli isotopi, ed età di 275,61,0, 0, e 0 Ma derivate dallo
studio dei quantitativi di torio/piombo in cinque granelli di uraninite.
Questi ultimi dati sono significativi, perché le datazioni derivate
dal torio dovrebbero in teoria essere più accurate, dal momento
che il torio è meno mobile dell’uranio da cui derivano gli isotopi
del piombo nel sistema piombo/piombo.
C’è QUALCOSA CHE NON VA
14C in fossili che hanno ‘milioni di annì?
La
datazione carbonica tante volte imbarazza gli evoluzionisti, dando età
che sono molto più giovani di quelle che loro si aspetterebbero. Un
campione più vecchio di 50.000 anni non dovrebbe avere abbastanza 14C
da poter essere misurato.
I
laboratori che misurano 14C vorrebbero poter avere una fonte di materia
organica con ‘zero’ 14C, da usare come base di controllo per assicurare
che le loro tecniche non aggiungano 14C ai campioni. Un candidato
ovvio sarebbe il carbone, poichè ritengono che il carbone più
giovane abbia milioni di anni e che alcuni esemplari abbiano addirittura
centinaia di milioni di anni.
Carbone tanto vecchio dovrebbe
essere privo di 14C. Invece non lo
è. Non è mai stata trovato
un esemplare di carbone che mancasse completemente di 14C.
Legno
fossilizzato trovato nelle rocce che si suppone abbiano 250 Ma conteneva
ancora 14C.(21) Recentemente, un
campione di legno trovato in roccia
che si suppone abbia 230 milioni
di anni, ha dato una datazione 14C
di 33.720 anni +/- 430 anni.(22) I
controlli hanno dimostrato che la
datazione 14C non è dovuta a
contaminazione e che la datazione era valida
secondo il sistema di datazione accettato.
È un
mistero irrisolto per gli evoluzionisti il perché il carbone contiene
14C(23) e perché il legno che si suppone abbia milioni di anni potesse
essere datato col metodo 14C, ma dal punto di vista creazionista,
ha perfettamente senso.
Le rocce non sono così vecchie
È
abbondante l’evidenza che gli strati rocciosi non rappresentino periodi
enormi di tempo. Per esempio, la
enorme formazione arenaria ‘Coconino’
del Grand Canyon è spessa più di 100m e si estende più di 250.000km
quadrati. La struttura grandissima
della forma ‘a dune’ dimostra
che tutto fu depositato in acqua profonda che scorreva velocemente,
in alcuni giorni. Altri strati nel
Grand Canyon indicano che
furono anch’essi depositati rapidamente, senza interruzioni sostanziali
tra i vari strati. Infatti la
serie intera degli strati del Grand
Canyon è piegata al ‘Kaibab Upwarp’, in certi punti piegata radicalmente,
e senza crepe. Ciò indica che gli
strati, che si suppone rappresentino
300 milioni di anni, non erano ancora induriti quando si piegarono,
il che è in armonia con la rapida deposizione degli strati durante
il diluvio universale di cui parla la Genesi.(17)
Altre
evidenze a favore di più brevi periodi di tempo e la formazione rapida
degli strati rocciosi sono:
-
Fossili ‘polistrati,’ cioè tronchi d’albero per esempio, che attraversano
diversi strati, che dovrebbero rappresentare milioni di anni
(sono comuni nei depositi carboniferi), dimostrano che gli strati dovettero
essere depositati in rapida successione, altrimenti le parti più
alte degli alberi sarebbero marcite.
-Particolari
delicati nelle superfici degli strati sottostanti, come increspature preservate ed impronte di piedi,
indicano che non ci fu distanza
di tempo tra la depositazione di uno strato e quello successivo.
- La
mancanza di strati di suolo fossilizzato dentro gli strati rocciosi indica
la mancanza di lunghi periodi di
tempo tra l’uno e l’altro.
- La
mancanza di evidenza di erosione negli strati e tra gli strati (un’interruzione
lunga avrebbe portato alla produzione di canali nello strato
esposto all’azione del vento o dell’acqua).
-
Presenza limitata di interruzioni distinte tra gli strati (discordanze). Quando non c’è un’interruzione nelle
rocce dello stesso strato
in altri luoghi, dimostra che qualsiasi interruzione fu localizzata
e di durata breve.
-
Dighe e condotti clastici, nei quali una miscela di sabbia ed acqua si è
infilata attraverso gli strati sovrastanti, partendo da una base di sabbia
sottostante che ovviamente non ha avuto il tempo per solidificarsi,
ma che si suppone abbia milioni di anni in più degli strati
soprastanti.
I
libri dei geologi Morris(25) e Austin(17) forniscono ulteriori esempi.
È
ritenuto che anche l’Uluru (la roccia di Ayres) in Australia centrale si sia formato lentamente attraverso milioni di anni,
ma la struttura
della roccia dimostra che deve essersi formato rapidamente e uno
dei suoi maggiori componenti
minerali (il feldspato) non avrebbe potuto
durare cosi a lungo.
Anche
i ‘fossili viventi’ sfidano le cosidette centinaia di milioni di anni
della storia della terra. Per
esempio fossili di stelle di mare, di
meduse, dei brachiopodi, di vongole e di lumache, datate dagli evoluzionisti
come aventi 530 milioni di anni, sono uguali a quelli esistenti
oggi.
Le
cellule rosse del sangue e l’emoglobina sono state trovate nelle ossa di
dinosauri. Ma queste non sarebbero
potute durare più di qualche migliaia
di anni, e certamente non i 65 milioni di anni da quando, secondo
gli evoluzionisti, gli ultimi dinosauri sarebbero morti.(27)
Migliaia, non milioni?
Ci
sono tante indicazioni che la terra sia molto più giovane di quanto si
sia comunemente creduto, come:
- Il
campo magnetico della terra si sta deteriorando così velocemente, che
sembra abbia meno di 10.000 anni.
Inversioni rapide durante l’anno del
diluvio e fluttuazioni subito dopo avrebbero causato una diminuzione ancora
più veloce del campo di energia.
- Il decadimento radioattivo rilascia
elio nell’atmosfera, però poco scappa
completemente. Il totale di elio
nell’atmosfera è solo 1/2000 di
quello che ci si aspetterebbe se l’atmosfera avesse miliardi di anni. L’elio scappò dalle rocce all’inizio,
e questo accadde velocemente,
eppure alcune rocce ancora contengono
tanto elio che non ha
avuto tempo di scappare- certamente non miliardi di anni.(30,31)
- Una
supernova è un’esplosione di una stella compatta. L’esplosione è
così luminosa che per un po'
brilla più del resto della galassia. I
resti della supernova (che si chiamano SNR) dovrebbero continuare ad espandersi
per centinaia di migliaia di anni, secondo equazioni fisiche. Eppure non ci sono SNR molto estesi e
molto vecchi (fase 3) e solo
alcuni che sono moderatemente vecchi (Fase 2) nella nostra galassia,
la Via Lattea, oppure nelle sue galassie satelliti le Nuvole di
Magellano. Ed èproprio questo che
ci aspetteremmo se queste galassie
fossero troppo giovani per espandersi tanto di più.
- La
luna si allontana dalla terra 4 cm. all’anno e questa velocità sarebbe
stata anche più grande nel passato.
Ma anche se la luna fosse stata a contatto con la terra prima di
cominciare ad allontanarsi, ci sarebbero
voluti solo 1,37 miliardi di anni per raggiungere la sua distanza
attuale. Questa sarebbe l’età
massima della luna, non l’età reale, che però sarebbe comunque troppo
giovane per gli evoluzionisti, i
quali affermano che la luna ha 4,6 miliardi di anni. Sarebbe anche molto
più giovane delle ‘datazioni’ radiometriche assegnate alle rocce lunari.(34,35)
-Il
sale entra nel mare molto più velocemente di quanto ne esca. Il mare
non contiene una quantità sufficiente di sale per affermare che questo
processo stia accadendo da miliardi di anni. Anche dando spazio alle
assunzioni degli evoluzionisti, i mari non possono avere più di 62 Ma,
molto più giovani dei miliardi di anni che loro affermano.(36,37)
Né
creazionisti né evoluzionisti possono provare l’età della terra usando
un metodo scientifico in particolare.
Tutte le teorie scientifiche
sono approssimative perché non abbiamo tutti i dati, specialmente
per quanto riguarda il passato.
Questo vale sia per argomenti
scientifici creazionisti sia evoluzionisti—gli evoluzionisti hanno
dovuto abbandonare tante ‘prove’ per l’evoluzione, proprio come i creazionisti
hanno dovuto modificare i loro argomenti. I
creazionisti capiscono le limitazioni dei metodi di datazione meglio degli
evoluzionisti che dicono che possono usare processi osservati nel presente
per ‘provare’ che la terra ha miliardi di anni. In realtà, tutti
i metodi di datazione, inclusi quelli che indicano una terra giovane,
dipendono da assunzioni non provabili.
Infine
i creazionisti datano la terra usando la cronologia biblica, perché
credono che sia un racconto accurato della storia, che porta in sè l’evidenza che è la parola di Dio.
COSA SIGNIFICANO I DATI ALLORA?
Allora,
cosa significano le date di milioni di anni, se non sono vere età? Vale a dire, quali processi producono
gli isotopi, dal momento che
il decadimento radioattivo è una spiegazione inadeguata? Per rispondere
alla domanda è necessario esaminare con cura i risultati delle
varie tecniche di datazione, le interpretazioni dei risultati, e le
assunzioni alla base di tali interpretazioni.(38)
Si
credeva che la tecnica di datazione usando gli isocroni(16) fosse infallibile
perché sembrava soddisfare le assunzioni fatte riguardo le condizioni iniziali e i sistemi
chiusi. Però non è cosi.
Il
geologo Dr Andrew Snelling lavorò sulla ‘datazione’ dei depositi Koongara
di uranio nel Territorio del Nord in Australia, usando principalmente
il metodo uranio-torio-piombo (U-T-Pb).
Scoprì che anche
campioni di suolo prelevati da zone molto sottoposte alle intemperie,
cioè da sistemi che non sono per niente chiusi, davano linee
isocroniche (sul grafico) apparentemente valide di ‘età’ fino a 1.445
Ma.
Tali
‘isocroni falsi’ sono così comuni, che si è resa necessaria l’invenzione
di una terminologia intera per descriverli, come isocrono apparente,
isocrono mantello, pseudoisocrono,
isocrono secondario, isocrono
ereditato, isocrono eruttato, e isocrono mescolante.
Zheng
scrisse:
....alcune delle assunzioni di base del metodo isocronico Rb-Sr
[rubidio-stronzio] convenzionale devono essere modificate e un isocrone osservato non fornisce necessariamente informazioni di
età valide per un sistema geologico, anche se si possono modificare i
risultati mettendo 87Sr/86Sr contro 87Rb/86Sr. Questo problema non
può essere ignorato, specialmente quando valutiamo la scala di tempo numerica.
Domande simili sorgono anche nell’applicazione dei metodi isocronici
Sm-Nd [samario-neodimio] e U-Pb[uranio-piombo].
Si possono anche ottenere linee rette in
grafici che mostrano certe proporzioni
di elementi radioattivi, così dimostrando che il decadimento
radioattivo non è necessariamente la causa di tali proporzioni. Chiaramente ci sono altri fattori, oltre
l’ età, che sono responsabili
delle linee rette ottenute dalle rappresentazioni grafiche delle
proporzioni isotopiche. Di nuovo,
l’unico modo per sapere se un isocrono
è ‘buono’ è confrontando il risultato ottenuto con ciò che si crede
già.
Un
altro metodo attualmente popolare è la tecnica che misura la concordanza
uranio-piombo. Questa combina in modo efficace le due serie del
decadimento uranio-piombo in un diagramma. I risultati che cadono sulla
curva hanno la stessa età secondo le due serie di piombo e quindi sono
chiamati ‘concordanti.’ Però i
risultati dagli zirconi ad esempio cadono
generalmente fuori dalla curva e sono chiamati discordanti. Quindi
numerose storie sono state inventate per spiegare tali dati.(40) Però
tali tentativi di spiegazione non possono essere considerati come scienza
obiettiva e confermare una terra vecchia perché, di nuovo, le storie
vengono valutate a seconda di quanto siano in accordo o meno con le
teorie che affermano che la terra sia vecchia..
Snelling
ha suggerito che lo smistamento degli elementi nello stato di liquefazione
nel mantello terrestre possa essere un fattore significativo
nello spiegare le proporzioni delle concentrazioni isotopiche
che vengono interpretate come età.
Sin
dal 1966, Melvin Cook, professore di metallurgia all’università dello
Utah, Stati Uniti, e candidato al premio Nobel, presentò evidenza che
le proporzioni degli isotopi di piombo, per esempio, potessero essere
influenzate da alterazioni provocate non solo dal decadimento radioattivo,
ma da altri fattori.(41) Cook
notò che, nei minerali grezzi
dalla miniera Katanga, per esempio, c’era un’abbondanza di piombo-208,
un isotopo stabile, ma erano privi di torio-232 come fonte di
piombo-208. Il torio ha un tempo
di dimezzamento lungo (cioè decade molto
lentamente) e non scompare
facilmente da una roccia, quindi se il piombo-208
fosse provenuto dal decadimento di torio, dovrebbe esserci rimasto
del torio. Le concentrazioni di
piombo-206, piombo-207 e piombo-208
suggeriscono che il piombo-208 risultò dalla conversione, tramite
la cattura di neutroni, del piombo-206 in piombo-207 poi in piombo-208. Quando le concentrazioni degli isotopi vengono modificate in
accordo con tali conversioni, le età calcolate calano da ~600 Ma ad un
tempo recente. Altri esemplari di
minerali grezzi sembrarono fornire evidenze
simili. Cook riconobbe che,
secondo le nozioni preesistenti della
fisica nucleare, tale conversione sotto condizioni normali non poteva
essere spiegata, ma egli provò che invece è accaduta, suggerendo anche come.
I radioaloni ‘orfani’
Le
particelle radioattive, decadendo nella roccia solida, causano anelli sferici
che danneggiano la struttura cristallina attorno. Un granello di
elemento radioattivo, come l’uranio-238 per esempio, lascerà un anello
sferico scolorito di raggio tipicamente diverso per ogni elemento prodotto
nella catena di decadimento radioattivo in piombo-206.(42) Questi
anelli, chiamati radioaloni, sono visibili al microscopio. Il geofisico
Dr Robert Gentry ha fatto tanti anni di ricerca sui radioaloni,
pubblicando molti studi nei giornali scientifici più notevoli.(43)
Quando
tutti gli anelli possibili sono presenti, un radioalone è chiamato
‘maturo.’ Alcuni prodotti di
decadimento intermediari, come gli
isotopi di polonio, hanno tempi di dimezzamento brevissimi (cioè dimezzamento
di soli 3 minuti. Curiosamente,
anelli prodotti dal decadono
velocemente). Per esempio, il
218Po ha un tempo di decadimento
di polonio si trovano spesso incastrati nei cristalli senza aloni
di uranio ‘madri.’ Il polonio deve
entrare nella roccia prima che questa
si solidifichi, ma non può derivare da un granello di uranio nella
roccia solida, altrimenti ci sarebbe un alone di uranio, assumendo che
l’uranio sia decaduto lentamente, come succede oggi. O il polonio fu
creato, o è primordiale (non derivato dall’ uranio), o ci sono stati cambiamenti
radicali nelle velocità di decadimento nel passato.
Il
processo che portòalla formazione degli aloni potrebbe anche aiutarci
a capire la datazione radiometrica.(44)
Anomalie nei cristalli di rocce profonde
Gentry
ha anche indicato che la quantità di elio e piombo rimasta negli zirconi
dei fori profondi non è compatibile con un’età evolutiva di 1.500
Ma delle rocce granitiche in cui sono trovati.(43) La quantità di piombo
può essere compatibile con l’indice di decadimento durante milioni
di anni, ma si sarebbe diffusa al di fuori dei cristalli in quel periodo.
La
quantità di elio negli zirconi provenienti da rocce calde è più in sintonia
con una terra giovane.
I
risultati piombo ed elio suggeriscono che gli indici di decadimento radioattivo
possano essere stati molto più
elevati nel passato recente. Abbiamo misurato gli indici di
decadimento per solo 100 anni, così
non possiamo essere sicuri che siano rimasti costanti durante i cosiddetti
miliardi di anni. Recenti ricerche
di labatorio hanno dimostrato
che l’indice di decadimento beta fu accelerato di un miliardo di
volte quando gli elettroni venivano tolti dagli atomi.(45) I fisici nucleari
Dr Eugene Chaffin e Dr Russell Humphreys suggeriscono che gli indici
di decadimento nucleare accellerarono molto durante la settimana della
Creazione e probabilmente durante l’anno del diluvio universale. Lo
affermano teoricamente applicando le meccaniche quantistiche e l’effetto
dell’espansione dell’universo, ed dalla quantità di elio ancora
rimasta nei minerali, e dai maturi radioaloni di uranio e la loro mancanza
nelle strate ‘fanerozoiche’ (rocce con un’abbondanza di fossili).(46)
Questo
farebbe sì che tutto sembri più vecchio di quanto sia veramente,
quando si applicano le attuali velocità di decadimento alla datazione. Lo stesso fattore che ha causato indici di decadimento così
elevati sarebbe anche stato responsabile delle conversioni di isotopi
di piombo notate da Cook (sopra).
CONCLUSIONI
Infine,
i Creazionisti datano la Creazione usando la cronologia della Bibbia. Lo fanno perché credono che la Bibbia
dia una narrazione accurata
della storia del mondo. E questa
storia è in accordo con tanti
dati. È importante capire che non
esiste un metodo scientifico per
misurare direttamente l’età di una cosa.
Tutti i sistemi di datazione
sono fondati su assunzioni non provabili.
L’evidenza suggerisce
che c’è qualcosa di decisamente sbagliato con le assunzioni sulle
quali si basa la datazione radiometrica.
Non abbiamo tutte le risposte,
ma abbiamo la testimonianza sicura della Parola di Dio della vera storia del mondo.
Note
- Anche conosciuto come la datazione degli isotopi o dei radioisotopi.
- Oggi, un’isotopo stabile di carbone, il 13C, viene misurato come
indice del livello di discriminazione contro il 14C.
- La radiazione dalle prove atomiche, come i raggi cosmici, causa la conversione
di 14N in 14C.
- La datazione degli anelli di alberi, chiamata dendrocronologia, è
stata usata in uno sforzo di estendere il calibro della datazione carbone
14 al più presto che la storia permetta, ma questo dipende sul luogo
temporale di frammenti di legno (degli alberi morti da tanto tempo) usando
la datazione carbone 14, assumendo l’estrapolazione lineare in dietro.
Poi, il confronto delle scheme di anelli tra gli alberi viene usato per calibrare
‘l’orologio’ al carbone—un processo abbastanza circolare
che non dà un calibro indipendente del sistema di datazione al carbone.
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- Brown, R. H., Correlation of C-14 age with real time, Creation Research
Society Quarterly 29:45-47, 1992. Il muscolo del bue muschiato
fu datata a 24.000 anni, mentre i suoi cappelli furono datati a 17.000 anni.
Aggiustando tutti e due le date rendeva il risultato che la vera età
cadeva dentro la vita di un bue muschiato. Con lo sterco del bradipo, le date
standard al carbone delle strate più profonde suggeri che 2 pillotoli
all’anno furono prodotti dai bradipi. Aggiustando le date, il numero
è aumentato a un’aliquota più realistica di 1,4 al giorno.
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- Ref. 13, p. 520
- La tecnica che impiega gli isocroni coinvolge il raccogliere vari campioni
rocciosi da diversi parti del sistema rocciosa che verrà datata. La
concentrazione di un isotopo radioattivo madre, come il rubidio-87, viene
rappresentata graficamente contro la concentrazione di un isotopo figlia,
come lo stronzio-87, per tutti i campioni. Si descrive una linea attraverso
tutti i punti che rappresenta il rapporto madre/figlia dalla quale si calcola
una ‘data.’ Se è una linea diritta idonea, la ‘data’
viene considerata ‘buona.’ Una raffinatura ulteriore coinvolge
la divisione delle concentrazioni madre e figlia secondo la concentrazione
di un’isotopo similare—in questo caso lo stronzio-86.
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- Cook, M. A., Prehistory and Earth Models, Max Parish, London, 1966.
- Soli quelli che subiscono il decadimento alfa (rilasciando un nucleo di
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- Gentry, R. V., Creation’s Tiny Mystery, Earth Science Associates,
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- Un gruppo internazionale di scienziati creazionisti si è formato
per cercare attivamente una conoscenza creazionista della datazione radiometrica.
Si chiama il gruppo RATE (Radioisotopes and the Age of The Earth (i radioisotopi
e l’età della terra) e unisce le abilità di fisici e geologi
per dare un’inizio multi-disciplinare all’argomento. Il gruppo
ha già pubblicato un libro: Vardiman, L., Snelling, A. A., e Chaffin,
E. F., Radioisotopes and the Age of the Earth, Institute for Creation
Research, El Cajon, California, and Creation Research Society, St. Joseph,
Missouri, 2000.
- Bosch, F. et al., Observation of bound-state-decay of fully ionized
187Re, Physical Review Letters 77(26)5190-5193, 1996; Woodmorappe,
J., Billion-fold acceleration of radioactivity demonstrated in laboratory,
TJ 15(2):4-6, 2001.
- Vedi i loro capitoli in Ref. 43.
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