Perché Dio Permette la Morte e la Sofferenza?
di Ken Ham e Dr Jonathan Sarfati
La morte e la sofferenza sono ovunque!
Terremoto in India! 10.000 morti!
Migliaia i morti per un diluvio, a Bangladesh.
Nella cronaca quotidiana ci sono sempre tragedie, inclusi
i grandi e assurdi disastri che spengnono
la vita di migliaia di persone, come gli attacchi terroristici
alle torri del World Trade Center di New York.
E le tragedie non sono solo confinate ai
giorni nostri. Nella storia recente un sistema politico
sterminò 6 milioni Ebrei, e tanti altri ancora. Al di
sopra degli eventi, titoli della notizia,
ognuno di noi soffre dolori di quando in quandomalattie,
mal di testa, incidenti e morte. Non è sorprendente allora,
quando i pesi di queste sofferenze diventano troppo grandi,
che la gente grida a Dio con angoscia : Perché
non fai niente ? perché non ti preoccupi di noi ?
Se Dio è potente e buono, come mai permette la sofferenza ?
Dopo lo choc di ogni evento
traumatico, la gente comincia a chiedersi perché succedono
tali cose. Leggendo la storia di guerre passate, oppure
visitando i monumenti commemorativi come il museo dellolocausto
di Washington, spontaneamente ed inevitabilmente, sorge
in noi sempre la stessa domanda, Come è possibile
che un Dio benevolo, che controlla luniverso, possa
permettere la morte e la sofferenza se davvero tiene
a cuore la nostra sorte?
Può darsi che la diffusione della sofferenza
sia lo strumento, più efficace, che gli atei usano per
contestare il quadro biblico di un Dio di amore. Gli
atei protestano in una maniera che sembra ragionevole,
Se Dio esiste ed è benevolo e onnipotente, perché
non esercita il suo potere per fermare la malvagità,
la sofferenza, lafflizione e la morte?
Tanti hanno rifiutato Dio a causa della sofferenza.
Purtroppo tanta gente, cristiani inclusi,
non hanno una risposta alla questione della morte e della
sofferenza nel mondo. E siccome credono che la terra
abbia milioni o miliardi di anni , hanno difficoltà nel
trovare un motivo dietro la crudeltà apparente che li
circonda.
Charles Darwin rinunciò al cristianesimo, dopo la morte
di sua figlia.
La morte crudele di Annie, distrusse
le tracce della fede che Charles aveva in un suo universo
di moralità e giustizia. Egli direbbe che questo periodo
segnò lora funebre del suo cristianesimo,
dice una biografia recente di Charles Darwin.
Oramai
Charles prese una posizione da incredulo.1
Darwin è solo uno, fra migliaia di personaggi
famosi della storia, che hanno lottato con questo dilemma,
provando a riconciliare il credere in Dio con la morte
e la sofferenza che osservava dappertutto, le quali egli
credeva, fossero esistite da milioni di anni. La lotta
di Darwin raggiunse lepilogo con la morte di sua
figlia Annie.2
Quando Charles Darwin scrisse il suo libro
più famoso, Lorigine della specie, in esso
descriveva essenzialmente la storia della sofferenza e
della morte. Nella conclusione del capitolo intitolato
Delle imperfezioni del ricordo geologico, Darwin
disse che il mondo moderno sorgeva dalla guerra
della natura, dalla carestia e dalla morte.3
Basato sulla sua prospettiva evolutiva, Darwin considerava
che la morte fosse una componente permanente nel mondo.
Il famoso miliardario dei mass media, Ted
Turner, dice che ha perso la fede dopo la morte di sua
sorella.
Il New York Times ha pubblicato solenne
articolo dicendo, Turner è un dichiarato non credente,
che perse la sua fede dopo che sua sorella
morì a
causa di una malattia dolorosa.
Mi hanno
insegnato che Dio è un Dio di amore e che Dio è potente
disse Turner, e non sono riuscito a capire come
mai qualcuno così innocente avesse sofferto così.4
Unevangelista famosa rinunciò al
cristianesimo, in parte anche a causa della sofferenza
che vedeva intorno a se.
Unevangelista assai conosciuto in
tempi addietro, il defunto Charles Templeton, pubblicò
Farewell to God (Arrivederci Dio) nel 1996, 5,
6 nel quale descrive la sua caduta nello scetticismo
e la sua rinuncia al cristianesimo. Una volta egli era
considerato,dallAssociazione Nazionale Evangelica,
fra quei strumenti più usati da Dio,7
Templeton elencò alcuni motivi per cui rifiutare
la fede cristiana, come ad esempio:
- I genetisti considerano assurdo credere
che il peccato sia la ragione del crimine, della povertà,
della sofferenza e della malvagità nel mondo.8
- La severa ed inevitabile realtà è che
tutta la vita è basata sulla morte. Ogni creatura
carnivora deve per sopravvivere uccidere e divorare
unaltra creatura. Non potrebbe fare altrimenti.9
Templeton, come Charles Darwin, si pose
un grande problema nel cercare di capire come riconciliare
una terra piena di morte, malattie e sofferenza, col Dio
amoroso della Bibbia. Templeton chiese :
Perché sono necessari nel gran disegno
di Dio le creature con denti disegnati per schiacciare
colonne vertebrali e strappare la carne, artigli formati
per catturare e lacerare, veleno che paralizza, bocche
che succhiano sangue, spire che strangolano e soffocanoaddirittura
mascelle che si espandono per inghiottire interamente
la preda viva ?
La natura è , come nella
cruda frase di Tennyson, rossa [di sangue] sul
dente e sullartiglio.10
Templeton conclude dicendo : Comè
possibile che un Dio tenero ed onnipotente creasse tali
orrori, così come noi li stiamo contemplando?11
Templeton non è il primo a parlare così.
Spesso quando si parla di un Dio damore che ha creato
il mondo, la gente, amareggiata, risponde spesso :
Ma, non vedo nessun Dio damore. Vedo bambini
che soffrono e muoiono. Vedo gente che ammazza e ruba.
Vedo malattie e morte dappertutto. La natura è rossa
sul dente e sullartiglio. È un mondo
orribile. Non vedo il tuo Dio damore. Se infatti
esiste, deve essere un orco sadico.
Lateo ha una pretesa fondata ?
Spesso è utile chiedere a chi ti interroga,
come giustifica la validità della sua domanda secondo le
sue proprie convinzioni. Se lateo si lamenta
che il Dio cristiano è maligno, deve anche esprimere quale
concetto di bene e di male, usa per giudicare Dio. Ma,
se noi esseri umani, siamo solamente il prodotto dellevoluzione
di uno sottilissimo strato di impurita,che galleggiava
su un laghetto primordiale (così come sostiene il classico
ateo), dove troviamo uno standard oggettivo
di bene e di male?
Le nostre idee di bene e male, secondo il
sistema evolutivo, sono semplicemente il risultato di
processi chimici che si svolgono nel nostro cervello,
e che casualmente ci hanno conferito qualche vantaggio
di sopravvivenza sui nostri cosiddetti antenati uomo-scimmia.
Eppure le nozioni del cervello di Hitler hanno ubbidito
alle stesse leggi chimiche di quelle del cervello di Madre
Teresa di Calcutta
quindi, su quale base possiamo
affermare che le azioni di lei sono migliori delle azioni
di lui ? Inoltre, perché diciamo, per ipotesi, che
lattacco terroristico che ha massacrato migliaia
di persone a New York sia peggiore di una rana che ammazza
migliaia di mosche?
Un vero Cristiano, però, crede che cè
uno standardoggettivo di moralità che è al
di sopra dellindividuo umano, perché è stabilito
per mezzo di un Legislatore morale, oggettivo e trascendente
che è anche il nostro Creatore. Lateo che ragiona
contro Dio, a causa di un male oggettivo, involontariamente
concorda proprio con quel punto contro il quale si sta
accanendo!
Tali questioni , che riguardano Dio, sono il risultato
di una prospettiva storica sbagliata.
Credere nellevoluzione e/o in milioni
di anni di storia, rende necessario che la morte abbia
avuto una parte nella storia stessa fin da quando la vita
comparve su questo pianeta. Se uno crede che gli strati
rocciosi della crosta terrestre (che contengono miliardi
di fossili e specie morte) rappresentino la storia della
vita terrestre, nel suo cammino di milioni di anni, è
difatti un ricordo bruttissimo, pieno di morte, malattia
e sofferenza.
Tempo e morte
Il defunto scienziato evoluzionista Carl
Sagan descriveva il punto di vista di Darwin sulla morte
così : I segreti dellevoluzione sono
il tempo e la morte.12 Questa, insomma,
sarà oggi la più diffusa ed accettata storia della morte
in questo mondo. Secondo questo punto di vista, (1) morte,
sofferenza e malattie attraverso milioni di anni, e fin
dalla comparsa luomo, ci sono sempre state ;
(2) morte, sofferenza e malattie esistono nel mondo attuale ;
e (3) morte, sofferenza e malattie continueranno ad esistere
nel futuro ignoto. La morte ha una ruolo permanente nella
storia, e infatti è il nostro alleato nel processo
di creazione della vita.
Accettando questo punto di vista della storia, ecco
ciò che di conseguenza dobbiamo necessariamente accettare
al riguardo della sofferenza.
Se uno crede in una storia fatta da milioni
di anni, allora il mondo è sempre stato un luogo pericoloso
e mortale. Naturalmente ci chiediamo, Chi ha causato
il cancro, le malattie e la violenza, talvolta testimoniati
anche dai fossili ritrovati ? Eppure i cristiani,
che credono anchessi in milioni di anni di storia,
hanno un problema più grave : La Bibbia dice chiaramente
che Dio è Creatore, e che Egli ha dichiarato molto buono
tutto quello che creò dallinizio fino ad
Adamo ed Eva compresi, ma non dopo la loro caduta nel
peccato (Genesi 1, 31).
Appena i cristiani tengono conto dellesistenza
della morte, della sofferenza e delle malattie già prima
del peccato di Adamo (le quali devono accettare per
forza se credono in una storia di milioni di anni),
fanno sorgere una grave contraddizione riguardante il
loro messaggio evangelico (il Vangelo) : Cosa ha
instaurato il peccato nel mondo ? Secondo linsegnamento
cristiano la morte è la pena del peccato (Epistola ai
Romani 6, 23) e questo fatto sarebbe la base del messaggio
del Vangelo! Inoltre, come sarà possibile riscattare
tutto, in uno status senza morte, dolori o lacrime future
(Apocalisse 21, 4) se non è mai esistito un tempo
privo di morte e di sofferenza ? Lintero messaggio
del Vangelo crolla se mantieni questa prospettiva nella
storia. Ciò vorrebbe dire che la morte è anche una colpa
di Dio.
La Bibbia ci da la giusta prospettiva della storia e
di Dio.
Per fortuna, Dio ci ha dato un resoconto
diverso della storia e della morte, che è ricordato dalla
Sua parola, la Bibbia. Questo documento storico risponde
alle vere questioni della vita, e spiega interamente il
perché degli avvenimenti orribili. Infatti la parola
di Dio ha tanto da dire sulla morte.
Il peccato e la morte
Questa frase comprende la vera storia della
morte ricordata nella Genesi, il primo libro della Bibbia.
Allinizio Dio creò un mondo perfetto, definito da
Dio come molto buono
(Genesi 1, 31). Sia luomo che gli animali mangiavano
piante, invece di nutrirsi lun dellaltro (Genesi
1, 29-30). Non esistevano né violenza né dolore, in
questo mondo molto buono.
Però questo mondo buono, privo del peccato,
fu rovinato a causa della ribellione del primo uomo, Adamo.
Il suo peccato ha fatto entrare unintruso
nel mondo, cioè la morte. Con quale Dio giudicò il peccato
, proprio perché aveva già ammonito Adamo prima di commetterlo.
(Genesi 2, 17; cf 3, 19). In verità, Dio provocò apparentemente
la prima morte nel mondosacrificando unanimale
per farne dei vestiti per coprire Adamo ed Eva (Genesi
3, 21). Dio, da allora in poi, come risultato del Suo
giudizio sul mondo, ci ha dato un assaggio della vita
priva di se stesso, quindi oggi vediamo un mondo che si
esaurisce, pieno di morte e sofferenza. Come si narra
nellEpistole ai Romani 8, 22, Infatti
noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme
insieme ed è in travaglio, perché Dio stesso
ha sottoposto tutta la creazione al processo di decadimento
(v. 20).
Se consideri coerente ed attendibile la storia da questo
punto di vista, cosa ci suggerisce essa al riguardo della
sofferenza?
Come possiamo trovare un Dio damore
tra il travaglio e la sofferenza di questo mondo? Leggendo
il racconto della Genesi riguardante la caduta delluomo,
sappiamo che viviamo in un mondo peccaminoso e maledetto.
Dalla prospettiva storica biblica, la morte è un nemico,
non unalleato. Nella prima lettera ai Corinzi 15,
26, lapostolo Paolo descrive la morte come lultimo
nemico. La morte non faceva parte della
creazione originale di Dio, che veramente fu molto
buono.
Morte e sofferenza sono la pena al peccato.
Quando Adamo si ribellò a Dio, in effetti dichiarava che
voleva vivere la sua vita senza Dio. Voleva decidere
sulla verità autonomamente e indipendentemente da Dio.
Allora, la Bibbia ci dice che Adamo fu il capo della razza
umana, e che egli fu il rappresentante di ognuno di noi,
poiché noi siamo i suoi discendenti. Paolo dice nellEpistola
ai Romani 5, 12-19 che noi pecchiamo in Adamo,
cioè nello stesso modo con il quale egli peccò. In altre
parole, noi abbiamo lo stesso problema che ebbe Adamo
. Quando egli ribellò contro Dio, tutti gli esseri umani,
rappresentati da Adamo, dicevano effettivamente che volevano
vivere la propria vita senza Dio.
Di conseguenza Dio dovette giudicare e punire
il peccato di Adamo con la morte. Aveva già ammonito
Adamo che, se avesse peccato sarebbe morto sicuramente.
Dopo la caduta di Adamo, egli e tutti i suoi discendenti
persero il diritto alla vita. Alla fin fine, Dio è il
Creatore della vita. La morte è la pena naturale della
scelta di vivere senza Dio, senza colui che dà la vita.
Eppure, siccome il Signore è santo e giusto, ci doveva
essere una pena per questa ribellione.
La Bibbia chiarisce il fatto che la morte
è la pena per il nostro peccato ,e non solo per
quello di Adamo. Se accettiamo il racconto storico della
Bibbia, allora i nostri stessi peccati, e non solo sempre
i peccati degli altri, sono la causa della morte e della
sofferenza nel mondo! In altre parole, in realtà è colpa
nostra se il mondo è così comè. Nessuno
è veramente innocente.
Dio ha negato temporaneamente il Suo sostegno.
Nello stesso momento che Dio giudicò il
peccato con la morte, ritirò temporaneamente anche il
Suo sostegno. LEpistola ai Romani 8, 22 ci dice
che la creazione intera geme ed è in travaglio. Tutto
si consuma e si esaurisce a causa del peccato. Dio ci
ha dato unassaggio della vita senza Luiun
mondo pieno di violenza, morte, sofferenza e malattia.
Se Dio ritirasse definitivamente tutto il Suo sostegno,
la creazione non esisterebbe più.
Colossesi 1, 16-17 ci dice che tutte le
cose sussistono per mezzo della potenza del Creatore,
il Signore Gesù Cristo. Però in un senso non funziona
perfettamente, perché per la Sua volontà ha lasciato
tutto cadere in pezzi per darci unassaggio di una
vita priva di Dio. Cioè Dio ci permette di sperimentare
ciò che abbiamo volutola vita senza di Lui (cf Epistola
ai Romani 1, 18-32).
Nellantico testamento vediamo di sfuggita
comera quando Dio sosteneva il mondo al cento per
cento. In Deuteronomio 29,5 e Neemia 9,21 si racconta
come gli israeliti vagarono nel deserto per 40 anni, eppure
i loro vestiti né le loro scarpe si logorarono, né
si gonfiarono i loro piedi. Ovviamente Dio sosteneva
i loro vestiti, le loro scarpe e i loro piedi, miracolosamente,
affinché non si deteriorassero come il resto della creazione.
Si può immaginare come sarebbe il mondo se Dio sostenesse
ogni dettaglio nella stessa maniera
Nel libro di Daniele capitolo 3 cè
un secondo esempio di quando Shadrak, Meshak ed Abednego
entrarono in una fornace ardente, eppure uscirono intatti
senza nemmeno lodore di fumo sui vestiti. Quando
il Signore Gesù Cristo, creatore delluniverso, sostenne
i loro corpi e i loro vestiti anche in mezzo al fuoco
(v 25) niente poteva subire danni o distruzione.
Questi esempi ci aiutano a capire un pò
come sarebbe se Dio sostenesse ogni aspetto della creazionecioè
niente si consumerebbe.
Attualmente viviamo in un universo in cui
tutto si disintegra. Intorno a noi vediamo morte, sofferenza
e malattie, tutto ciò è il risultato del giudizio di Dio
al peccato e del ritiro di una parte del Suo sostegno,
per darci così ciò che volevamo, cioè un assaggio della
vita priva di Dio. Quindi, guardando attraverso lenti
Bibliche osserviamo una veduta panoramica,
cioè la prospettiva delleffetto che il nostro peccato
in Adamo ha avuto in eventi tragici come nelle
azioni terroristiche. Senzaltro, però, le azioni
malvagie dei terroristi sono state causate del peccato
dellindividuo. La sofferenza causata dal terremoto
in India, invece, non è la colpa del peccato di unindividuo
oggi, ma è la conseguenza del peccato in generale (su
questo diremo di più fra poco).
In antitesi allidea che, la morte
e la sofferenza sono esistite per milioni di anni, il
punto di vista biblico della storia dà una bella prospettiva
sul futuro. Un giorno il mondo verrà rinfrancato
(Atti degli Apostoli 3,21) ad uno stato in cui di nuovo
non ci saranno né violenza né morte. Secondo Isaia
11, 6-9, volpi ed agnelli, leopardi e capre, leoni e vitelli,
serpenti e bambini, dimoreranno insieme in pace. Chiaramente
questo stato futuro riflette il paradiso ormai scomparso,
e non una terra qualsiasi e immaginaria che
non è mai esistita.
Bene. La caduta di Adamo spiega il cordoglio
in generale, ma come spiega casi specifici di sofferenza
priva di senso?
La Bibbia ci insegna che la sofferenza fa
parte della vista panoramica che coinvolge
il peccato, però i casi individuali di sofferenza
non sono sempre in correlazione con i peccati particolari
degli individui. Ad esempio :
Dio ha permesso la sofferenza del giusto Giobbe.
Un uomo chiamato Giobbe, che a suo tempo
fu luomo più giusto sulla terra, soffrì intensamente.
Perse tutti i figli, servi e beni in un giorno solo; poi
fu colpito con una malattia ripugnante e fastidiosa.
Il Signore non ha mai rivelato le ragioni specifiche per
la sua sofferenza, però Dio permette che ognuno che legga
il libro di Giobbe sia testimone degli eventi straordinari
dietro le scene in cielo, i quali Giobbe non
vide mai. Il Signore permise la sofferenza di Giobbe
per un motivo ben chiaro a noi, ma non rivelò mai quei
motivi a Giobbe, ed inoltre non permise a Giobbe di sindacare
le decisioni del suo Creatore.
Chiesero a Gesù perché un uomo fosse nato cieco.
Quando Gesù e i suoi discepoli passarono
al fianco di un cieco, i discepoli gli chiesero se fosse
cieco dalla nascita a causa del proprio peccato oppure
del peccato dei suoi genitori. Gesù spiegò che non era
né luno né laltro, ma nacque cieco affinché
Dio potesse dimostrare la Sua potenza, guarendolo (Giovanni
9, 1-7).
Gesù spiegò perché 18 ebrei morirono tragicamente nel
crollo della torre di Siloe.
Gesù disse qualcosa che è applicabile anche
alle tragedie moderne, come gli attacchi terroristici
dell11 settembre 2001 al World Trade Center e al
Pentagono. Le Sue parole sono ricordati in Luca 13, 4 :
Oppure pensate voi che quei diciotto, sui quali
cadde la torre in Siloe e li uccise, fossero più colpevoli
di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico!
La sofferenza individuale non è sempre collegata col
peccato personale.
Da notare, però, è il fatto che Gesù disse
dopo, ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo
stesso modo.’ Benché si riferisse alla morte fisica avvenuta
nel crollo di Gerusalemme, alla base però dimostra che
nessuno è innocente. Siamo tutti peccatori e quindi condannati
a morire. Migliaia di persone hanno perso la vita nella
strage del World Trade Center, così come anche i miliardi
di persone che hanno saputo della strage, un giorno moriranno. Anzi,
migliaia fra loro muoiono ogni giorno, perché tutti gli
esseri umani sono sotto la pena di morte a causa del peccato.
Il racconto delluomo ricco e di Lazzaro, è
una chiave per la comprensione della sofferenza.
La Bibbia non si vergogna ad affrontare
la questione della sofferenza. Nel passato i giudizi
di Dio hanno incluso quasi ogni tipo di sofferenza immaginabile,
e afferma spesso che Egli solo ha lautorità e il potere
assoluto sulla vita degli uomini. Eppure fra gli insegnamenti
più memorabili di Cristo (Luca 16, 19-31) il Figlio di
Dio ci dà la chiave per comprendere le evidenti ingiustizie
nel mondo.
Un uomo maligno viveva con splendore, mentre
un mendicante fedele di nome Lazzaro sedeva al portone
del ricco, tutto ricoperto di ulcere e mangiando briciole.
Ma la storia non finisce là. Cè un mondo eterno
nellavvenire, nel quale Dio aggiusterà tutto. La
speranza della resurrezione dai morti è la chiave alla
comprensione della nostra sofferenza.13
Una volta il filosofo ateo Bertrand Russel
affermò che nessuno poteva mai sedersi accanto il letto
di un bambino che soffriva una malattia incurabile e allo
stesso tempo credere ancora in un Dio amoroso. Però un
pastore che aveva infatti avuto esperienza con bambini
moribondi (tutto diverso da Russell, che non si era mai
sporcato le manì con tali cose pratiche)
sfidò Russell a spiegare invece che cosa lui avesse da
offrire ai bambini. Unateo potrebbe dire solo,
Mi dispiace ragazzi, ma avete perso, e adesso siete
alla fine di tutto. Ma il cristiano ha la speranza
che questa vita non è la fine.
Lapostolo Paolo trovò motivi per gloriarmi
delle
mie debolezze.
Il riassunto della sofferenza
dellapostolo Paolo include la tortura, il bastonamento
, la carcerazione, la lapidazione, il naufragio, le rapine,
le malattie, lesaurimento, la fame, la sete e il
freddo. È evidente dalle sue lettere che la resurrezione
di Cristo dette un senso alle sue sofferenze. Senza
la resurrezione è dunque vana la nostra predicazione
ed è vana anche la vostra fede
[e] siamo i più miserabili
di tutti gli uomini (1 Corinzi 15,14 e 19).
Benchè qualche volta non capiamo, in questa
vita, le ragioni per ogni caso di sofferenza, le lettere
di Paolo contengono ragioni pratiche che spiegano la sofferenza
dei figli di Dio, anche quando non hanno fatto niente
di male. Ad esempio:
- La sofferenza può perfezionarci e farci maturare ad
immagine di Cristo. (Giobbe 23, 10 ; Epistola
agli Ebrei 5, 8-9).
- La sofferenza può portare una persona a Cristo.
- La nostra sofferenza ci rende capaci di confortare
gli altri che soffrono.
Cosa fa Dio al riguardo della morte e della sofferenza?
Quelli che accusano Dio di non far niente,
non hanno afferrato una grande verità: in realtà Dio ha
già fatto tutto ciò che vorremmo che un Dio damore
facciaanzi ha fatto infinitamente di più!
Il Figlio di Dio diventò uomo e poi subì sia la sofferenza
sia una morte orribile a favore degli uomini.
Il peccato di Adamo ha lasciato gli uomini
in un imbroglio. Benché i nostri corpi muoiano, siamo
fatti ad immagine di Dio, quindi abbiamo anime immortali.
Il nostro essere cosciente vivrà per sempre.
Se Dio non fosse intervenuto, a causa del peccato di Adamo
avremmo dovuto passare leternità soffrendo, separati
da Lui.
Lunica via di restaurare il rapporto
con Dio e di venire a Lui avendo già pagato la pena del
peccato. Levitico 17, 11 ci aiuta a capire come è possibile
farlo. Dice, la vita della carne è nel sangue.
Cioè, il sangue rappresenta la vita. Poi il Nuovo Testamento
spiega che senza spargimento di sangue non c'è perdono
dei peccati (Epistola agli Ebrei 9, 22). Dio chiarisce
che, siccome siamo creature fatte di carne e sangue, lunica
via di pagare la pena dei nostri peccati è quella di spargere
il nostro sangue per portare via i nostri peccati.
Nel giardino dellEden, Dio uccise
unanimale per vestire Adamo ed Eva, illustrando
così, simbolicamente, la copertura dei nostri peccati.
Era necessario lo spargimento di quel sangue come sacrificio
a causa dei nostri peccati. Gli israeliti sacrificarono
ripetutamente animali; però siccome il sangue di Adamo
non circola anche nel corpo degli animali, il sangue animale
benché potesse coprire temporaneamente i nostri peccati,
non avrebbe mai potuto toglierli del tutto. Infatti
la parola che si traduce in redenzione ha
origine dallebraica kafar che vuol dire coprire.
La soluzione nel piano di Dio fu quella
di mandare la seconda persona della trinità, suo figlio
Gesù Cristo, che diventò uomoanzi, uomo perfetto
a sacrificarsi per abolire il nostro peccato. Nella persona
di Gesù Cristo, il nostro Dio Creatore entrò fisicamente
nella storia (Giovanni 1, 1-14) diventando discendente
fisico di Adamo, e difatti fu chiamatolultimo
Adamo (1 Corinzi 15, 45), nato da una vergine.
Poiché lo Spirito Santo venne sulla madre (Luca 1, 35)
Egli fu uomo perfetto, senza peccato, nonostante che fu
sottoposto alle tentazioni in ogni modo,così come noi
(Epistola agli Ebrei 4, 15) e perciò ha potuto spargere
il Suo sangue sulla croce, per i nostri peccati.
Siccome il primo rappresentante e capo
degli uomini, Adamo, fu colpevole di portare il peccato
e la morte nel mondo, la razza umana oramai condannata,
ebbe un nuovo rappresentantelultimo
Adamoil quale pagò per tutti la pena del peccato.
Un peccatore non può pagare per i peccati degli altri,
ma questo ultimo Adamo, Gesù Cristo, fu invece unuomo
perfetto. Dio incarnato fu capace di caricare su Se i
peccati e dolori del mondo.
Il Figlio di Dio è risorto dalla morte per dare la
vita eterna a chiunque creda in Lui (Giovanni 3, 16).
Dopo la sofferenza Cristo, è risorto dalla
morte, dimostrando che possedeva il massimo potere, cioè
il dominio della morte e della vita. Cosicché ora può
dare la vita eterna a chiunque voglia riceverla per fede
(Giovanni 1, 12 ; Efesini 2 : 8,9). La Bibbia
ci insegna che quelli che credono nel Signore Gesù Cristo,
che credono che Dio Lo abbia resuscitato dai morti, e
che Lo ricevono come Signore e Salvatore, vivranno per
leternità al cospetto di Dio (1 Corinzi 15, 1-4).
Il Figlio di Dio partecipa alle nostre afflizioni.
La sofferenza e morte di Cristo vogliono
dire che Dio stesso è capace di identificarsi con la
nostra sofferenza, perché la ha personalmente sperimentata.
I Suoi seguaci hanno un Sommo SacerdoteGesùche
può simpatizzare con le
nostre infermità
Accostiamoci dunque con piena fiducia
al trono della grazia, affinché possiamo ottenere misericordia
e trovare grazia e ricevere aiuto al momento opportuno
(Epistola agli Ebrei 4, 15-16).
Quanto tempo ancora dovremo sopportare la sofferenza
e la morte.
Quelli che si lamentano della sofferenza
su questa terra devono cercare di capire il tempo
dal punto di vista di Dio. Dio dimora nelleternità,
e sta preparando il Suo popolo in un modo affettuoso,
affinché possa passare leternità con Lui.
Come disse lapostolo Paolo, Io
ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non
sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata
in noi (Epistola ai Romani 8, 18). LEpistola
agli Ebrei dice che è Gesù stesso, il
quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì
la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere
alla destra del trono di Dio (Epistola agli
Ebrei 12, 2). Anche se la nostra sofferenza presente
sembri intensa, è comunque di nessun conto in una prospettiva
eterna, tanto che non si può confrontarla con la gloria
dellavvenire.
Dio ci ha preparato una dimora eterna dove non ci saranno
né morte né sofferenza.
Quelli che hanno fiducia in Cristo come
Salvatore hanno una speranza meravigliosapossono
passare leternità in un luogo in cui la morte non
esisterà più. E Dio asciugherà
ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte
né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima
son passate (Apocalisse di Giovanni 21,
4).
Infatti, sarà la morte che ci porterà in
questo luogo meraviglioso chiamato cielo. Se potessimo
vivere per sempre, invece, non avremmo lopportunità
di toglierci da questo stato peccaminoso. Ma Dio vuole
darci un nuovo corpo affinchè possiamo dimorare con Lui
per sempre. Infatti la Bibbia dice che è
preziosa agli occhi dell'Eterno la morte dei suoi santi
(Salmi 116, 15). La morte è preziosa’ perché quei
peccatori che hanno posto fiducia in Cristo saranno alla
presenza del Creatore, in un luogo in cui dimora solo
la rettitudine.
Però esiste anche un luogo di separazione eterna
da Dio.
La Bibbia ammonisce che quelli che rifiutano
Cristo gusteranno la seconda morteseparazione eterna
da Dio (Apocalisse di Giovanni 21, 8).
La maggior parte di noi abbiamo sentito
che linferno è un luogo di tormento. Addirittura
Gesù Cristo ci fece degli ammonimenti riguardanti linferno,
e parlò più spesso di questultimo che del Cielo.
Gesù chiarì anche che il tormento degli empi sarà tanto
eterno (dal greco aionios) quanto la vita dei benedetti
(Matteo 25, 46). Dio non si diletta con la morte dellempio.
Com'è vero che io vivo, dice il Signore, l'Eterno,
io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma
solo del fatto che l'empio si converta dalla sua strada
e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie.
Perché mai dovreste morire, o casa d'Israele? (Ezechiele
33, 11). Dio non ha piacere delle afflizioni né nelle
calamità della gente. È un Dio damore e
misericordiaè colpa nostra se luomo
si trova nelle attuali circostanze di sofferenza e morte.
Quando affrontiamo una sofferenza orribile,
come la tragedia del World Trade Center, ciò ci fa ricordare
che la causa principale di tali calamità è il nostro
peccato, cioè la nostra ribellione a Dio. Nonostante
la nostra colpevolezza, il nostro Dio affettuoso vuole
che trascorriamo leternità con Lui. I veri Cristiani
devono abbracciare e confortare quelli che hanno bisogno
di sostegno durante i tempi duri. Loro possono trovare
forza nelle braccia di un Creatore tenero che odia la
mortequella nemica che un giorno verrà gettata nello
stagno di fuoco (Apocalisse di Giovanni 20, 14).
Non sono in contrasto le affermazioni che
Dio è onnipotente e affettuoso e il
mondo è pieno di sofferenza e malvagità. Se Dio
volesse abolire la malvagità dal mondo, per forza dovrebbe
sbarazzarsi anche delluomo. Invece, Dio desidera
salvarci dalla Sua ira . Un bel giorno Dio libererà la
terra dalla malvagità.
Noi abbiamo due alternativi: essere liberati
dal peccato per mezzo di fiducia in Cristo, e dimorare
con Dio per sempre; oppure aggrapparci ai nostri peccati,
in tal caso Dio soddisferà il nostro desiderio, separandoci
da Lui per leternità. Perciò Gesù dice agli empi
nel giorno del giudizio:
Allontanatevi
da me
(Matteo 7, 23; Luca 13, 27).
Quando riusciamo a comprendere lorigine
della morte e il Vangelo di Gesù così comè proclamato
nella Bibbia, allora capiamo perché il mondo è così, e
come può esistere un Dio amoroso nel mezzo di tragedia,
violenza, sofferenza e morte. A quale punto di vista
aderisci tu? Che Dio è unorco responsabile per
milioni di anni di morte, malattie, e sofferenza ?
Oppure che noi siamo colpevoli a causa del nostro peccato,
e Dio è infatti unamorevole, misericordioso Salvatore
che ha pianto per la città di Gerusalemme, che ha pianto
per Suo amico Lazzaro, e che piange anche per noi?
Note
- 1. Desmond, A. e Moore, J., Darwin: The Life of
a Tormented Evolutionist, W. W. Norton & Company,
New York, 1991, p. 387
- Desmond e Moore, p. 387
- Darwin, C., On the Origin of Species, Harvard
University Press, Cambridge, Massachusetts, 1964 (1859),
p. 490
- Associated Press, 'Ted Turner voleva suicidarsi dopo
la separazione,' http://www.nytimes.com/aponline/arts/AP-People-Turner.html,
16 aprile 2001
- Templeton, C., Farewell to God, McClelland
& Stewart, Inc., Toronto, Canada, 1996
- Per una confutazione del discorso di Templeton, vedi
Ham, K. e Byers, S., 'The Slippery Slide to Unbelief:
A famous evangelist goes from hope to hopelessness,'
nella rivista Creation 22:3:8-13, giugno-agosto
2000
- Martin, W., A Prophet with Honor: The Billy Graham
Story, William Morrow and Company, Inc., New York,
1991, p. 110
- Templeton, C., Rif. 5, p. 30
- Templeton, C., Rif. 5, p. 198
- Templeton, C., Rif. 5, pp 198-199
- Templeton, C., Rif. 5, p. 201
- Sagan, C., Cosmos Part 2: One Voice in the Cosmic
Fugue, prodotto dal Public Broadcasting Company
a Los Angeles insieme al KCET-TV, trasmesso originale
nel 1980 sulle stazioni PBS in tutta l'USA
- Wilder-Smith, A. E., Is This a God of Love?,
TWFT Publishers, Costa Mesa, California, 1991, pp 43-46
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